Pallapugno
Un tempo si chiamava "pallone elastico", ora è diventata "pallapugno", ma nelle zone in cui si gioca e a Bistagno è semplicemente il balon. Difficile immaginare un gioco più intimamente legato a un territorio di cui ne riflette anima e contraddizioni. Gioco innanzitutto, prima ancora che sport: esercizio di abilità, potenza, furbizia. Gesto atletico classico nella sua eleganza, ma anche complesso rituale con precise regole e modi di comportamento. E molta improvvisazione.
Nel campo di gioco chiamato sferisterio si trovano di fronte due squadre di quattro giocatori ciascuna. Due terzini (uno a muro e l'altro esterno), la spalla e il battitore. Il battitore dopo una breve rincorsa colpisce al volo il pallone lanciandolo nel campo avverso. Le mani che colpiscono la palla sono fasciate con fettucce di tela, supporti di cuoio e una striscia di gomma per attutire il contraccolpo della palla. che pesa 190 grammi e ha un diametro di 95 mm. I più bravi riescono a scagliarlo anche a 80 metri di distanza.
La squadra che si difende deve ricacciare il pallone o fermarlo, al volo o dopo il primo rimbalzo. Si fa punto o facendo un fuori campo o dopo aver segnato le cacce, conquistandole. I giochi si contano come nel tennis (15, 30, 40, vantaggio) e la partita si conclude quando una delle due formazioni raggiunge gli 11 punti.
La nascita del balon viene collocata nel decennio tra il 1860 e il 1870 , bisognerà però attendere il 1912 perché a Torino si tenesse il primo campionato italiano vinto nelle prime quattro edizioni dal monregalese Riccardo Fuseri. A cavallo dell'ultima guerra fu invece Augusto Manzo di Santo Stefano Belbo a rinverdire il mito dei personaggi del pallone.
Negli anni '70, gli anni della crisi del mondo rurale furono, Berruti e Bertola, a riproporre la sfida tra irriducibili avversari.


La SOMS di Bistagno è da anni impegnata nella Pallapugno partecipando ai campionati nazionali e organizzando corsi per giovani con ottimi risultati.
Nel corso del 2007 (alla pallapugno si gioca dalla primavera all’autunno e mai quando piove perche la palla non può bagnarsi o essere bagnata) la squadra della SOMS ha militato in serie C1 ottenendo un brillante 3° posto in classifica, sfiorando la finalissima. La formazione comprendeva: battitore Lorenzo Panero, spalla Fabio Rosso, terzino al muro Fabrizio Cerrato, terzino al largo Paolo Pizzorno, riserva Enrico Thea. Direttore Tecnico Elena Parodi.
I ragazzini hanno dato ancora più soddisfazioni raggiungendo con due squadre anche loro la semifinale di categoria.